L’allicina avrebbe potuto scongiurare un disastro?

La tragedia dell'Hindenburg
La tragedia dell'Hindenburg

Gli anni ’30 erano gli anni del trasporto passeggeri attraverso l’uso di enormi dirigibili. I più famosi, e sicuri, erano gli Zeppelin di costruzione tedesca. Alcuni di loro erano riusciti nell’incredibile impresa di circumnavigare l’intero pianeta. Rappresentavano un’alternativa molto più veloce, e apparentemente più affidabile, delle navi nei collegamenti tra Europa (Germania, nella fattispecie) e Stati Uniti. In soli 3 giorni si poteva infatti raggiungere New York partendo da Francoforte… con molti comfort!

Il 6 Maggio 1937 era la volta dell’Hinderburg attraccare a Lakehurst, nel New Jersey, ma qualcosa andò storto. Nelle ultime fasi del volo, appena prima di sbarcare i passeggeri, un violento incendio causò l’esplosione del dirigibile, riempito di idrogeno, determinando la morte di 36 passeggeri. In appena 40 secondi, non solo l’Hinderburg e la vita di 36 persone finirono per sempre, ma anche l’era dei dirigibili. Perché avvenne questo disastro, e soprattutto come la chimica avrebbe potuto prevenirlo?

L’idrogeno è un gas inodore esattamente come il gas metano che viene utilizzato nelle nostre cucine. Noi lo percepiamo (e quindi evitiamo potenziali incidenti), grazie all’addizione di alcuni composti contenenti zolfo che ne conferiscono il caratteristico odore di uova marce. La stessa cosa avveniva per i dirigibili e, stando a quanto riportato da diversi rapporti, anche per l’Hindenburg. Al gas idrogeno si aggiungevano generalmente alcuni composti solforati, tra cui una serie derivante dall’aglio triturato. Tra questi vi erano l’allicina ed i suoi derivati che presentavano un odore particolarmente intenso ed erano quindi idonei per ricoprire il ruolo di “sentinelle anti-esplosione”. 

L’allicina ci permette di aprire una parentesi  piuttosto interessante. Vi siete mai chiesti perché l’aglio di per sé puzza molto meno da integro rispetto a quando viene triturato? Il motivo è legato al fatto che l’allicina nell’aglio fresco non esiste! Essa infatti viene prodotta in seguito ad una reazione enzimatica, mediata dall’allinasi, che prevede la conversione di alliina (il precursore dell’allicina) in allicina. Questo enzima, curiosamente, si trova in un compartimento diverso dall’alliina negli spicchi dell’aglio. Pertanto, solo quando gli spicchi vengono triturati, allinasi e alliina si uniscono per produrre la sgradevole allicina. L’allicina è una molecola molto reattiva. Essa infatti finisce per decomporsi sia per via termica che per via metabolica. Uno dei principali prodotti derivanti dalla sua degradazione è l’ajoene, un’altra molecola decisamente sgradevole. Questo svela quindi il mistero per cui, dopo aver mangiato aglio, è bene non baciare nessuno. Il mix di ajoene e allicina che emanereste con il vostro alito sarebbe più letale di Bonnie e Clyde.

La trasformazione di alliina in allicina per mezzo dell'enzima allinasi
La trasformazione di alliina in allicina per mezzo dell’enzima allinasi

Da arma letale nelle relazioni, l’allicina avrebbe potuto salvare numerose vite umane. Stando ai documenti dell’epoca sembra che il gas idrogeno dell’Hindenburg contenesse tracce di allicina insieme a diverse altre sostanze contenenti zolfo. Sfortunatamente però nessuno a bordo percepì questi odori pungenti. Se solo se ne fossero accorti, probabilmente si sarebbe potuto prevenire il disastro.

Informazioni su François Burgay 42 Articoli
Dottorato di ricerca in Scienza e Gestione dei Cambiamenti Climatici presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e laureato in Chimica dell'Ambiente presso l'Università di Torino ha da sempre la passione per la divulgazione della scienza e della chimica in particolare. Attualmente lavoro come ricercatore presso il Paul Scherrer Institut, in Svizzera

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