Animali resistenti

Avvoltoi si appropinquano alla carcassa
Avvoltoi si appropinquano alla carcassa
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I corpi in putrefazione non sono certo salubri, perché quindi gli avvoltoi non si ammalano? Le carcasse di animali morti infatti pullulano di batteri e di composti chimici tossici per la salute umana, tra i quali la cadaverina e la putrescina, responsabili del tipico odore di carne andata a male. Ciononostante, in natura esistono animali, come gli avvoltoi, che fanno dei cadaveri la loro dieta principale.

Avvoltoi si appropinquano ad una carcassa
Avvoltoi si appropinquano ad una carcassa

Quando un organismo muore, le sue difese immunitarie vengono meno così che, già dopo i cinque minuti successivi al decesso, il corpo esanime diviene presto meta di una grande varietà di microrganismi. Oltre alle precedentemente menzionate putrescina e cadaverina, derivanti dalla degradazione microbica delle proteine, alcuni microrganismi possono produrre anche delle tossine quali antrace e botulino. Per ovviare a questa “minaccia chimica”, gli essere viventi hanno sviluppato dei meccanismi di difesa. I coleotteri, per esempio, disinfettano le carcasse irrorandole di una sostanza con potere battericida. Gli avvoltoi invece fanno affidamento al loro stomaco estremamente acido, circa 10 volte più acido del nostro: un’acidità tale da riuscire a sciogliere una forchetta d’acciaio! Grazie a questa caratteristica, essi sono in grado di annientare pressoché qualsiasi carica batterica. Tuttavia, i batteri responsabili delle tossine dell’antrace e del botulino sono in grado di superare questa barriera annidandosi così nell’intestino.

Non è ancora chiaro come questi uccelli riescano a sopravvivere al loro primo “impatto” con questi fastidiosi ospiti (specialmente in tenera età), ciò che è certo è che ad ogni contatto con queste tossine maturano rapidamente un numero crescente di anticorpi in grado di sviluppare una resistenza. Un’immunità che viene trasferita anche agli altri avvoltoi attraverso fenomeni di socializzazione.

Un meccanismo di difesa simile è anche osservabile in altri animali come le iene ed i leoni. Anch’essi, infatti, sono animali che si nutrono di carcasse (anche se tendenzialmente non uccise da altri) e, sempre attraverso la socializzazione, si trasferiscono piccole dosi di germi gli uni con gli altri riuscendo a sviluppare un’immunità nei confronti di alcune tossine. Un processo molto simile a quello delle moderne vaccinazioni. Grazie al contatto con una versione “indebolita” del germe, il nostro organismo è in grado di sviluppare gli opportuni anticorpi così da renderci immuni per tutta la vita!

Informazioni su François Burgay 42 Articoli
Dottorato di ricerca in Scienza e Gestione dei Cambiamenti Climatici presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e laureato in Chimica dell'Ambiente presso l'Università di Torino ha da sempre la passione per la divulgazione della scienza e della chimica in particolare. Attualmente lavoro come ricercatore presso il Paul Scherrer Institut, in Svizzera

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