Gli americani hanno “Trumpé”

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Gli americani hanno “Trumpé”. Gli americani hanno sbagliato. Sulla base delle dichiarazioni e delle posizioni più volte espresse durante le ultime elezioni Presidenziali, gli americani non potevano commettere errore più grande per quanto riguarda la tutela dell’ambiente: eleggere Donald Trump.

Chi ha visto il documentario “Before the Flood” di Leonardo Di Caprio, ricorderà anche le parole conclusive: “con un voto consapevole possiamo decidere il nostro futuro“. Parole che, all’indomani dei risultati, suonano come una beffa e dimostrano soprattutto quanto poco sentito sia il problema del cambiamento climatico da parte dell’elettorato americano.

I motivi di preoccupazione nascono dai numeri che Donald Trump ha snocciolato in campagna elettorale circa gli investimenti energetici che il suo governo vuole portare avanti. In particolare sono 5 i miliardi di dollari promessi per sfruttare le riserve di shale gas e gas naturale, ai quali si deve aggiungere la volontà di investire massicciamente sul carbone, la cui produzione è crollata del 25% tra il 2008 ed il 2012 causando la perdita di più di 50 mila posti di lavoro. Trump non ha tuttavia chiarito in che modo vorrà far coesistere gas naturale e carbone, dal momento che uno dei motivi della crisi di quest’ultimo è stata causata dalla maggiore convenienza del primo.
Parallelamente a queste azioni, Trump ha deliberatamente manifestato la volontà di abolire la US EPA, l’agenzia di protezione ambientale americana.

Donald Trump sostiene che il cambiamento climatico è una "stronzata" e che il pianeta si sta raffreddando. Peccato che il 2016 è stato l'anno più caldo dal 1880

Donald Trump sostiene che il cambiamento climatico sia una “stronzata” e che il pianeta si stia raffreddando. Peccato che il 2016 sia stato l’anno più caldo dal 1880

Una ricerca promossa dall’Istituto LUX ha calcolato che l’attuazione completa delle suddette politiche energetiche potrebbe provocare un incremento di 3,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera da qui al 2024 rispetto alla quantità che sarebbe stata emessa se a vincere fosse stata Hillary Clinton. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, tra 8 anni gli Stati Uniti si troverebbero ad emettere più o meno la stessa quantità di gas serra di 8 anni fa, quando al governo vi era George W. Bush. Inutile dire che sarebbe un disastro.

Scenari di emissione a confronto: Trump vs Clinton

Scenari di emissione a confronto: Trump vs Clinton

Ma Donald Trump può effettivamente fare tutto ciò? Può stracciare il trattato di Parigi entrato in vigore il 4 Novembre scorso che, lo ricordiamo, impegna i Paesi firmatari a ridurre le proprie emissioni del 28% entro il 2025 (rispetto al 2005)?
Il vice consigliere uscente per la Sicurezza nazionale Ben Rhodes sostiene che “annullare gli accordi sarebbe difficile, per la loro natura”. L’intesa contro il riscaldamento globale, infatti, è un trattato internazionale firmato in sede Onu.
Con un editoriale, la prestigiosa rivista Science ribadisce il concetto che un Paese firmatario non può ritirarsi dal trattato con effetto immediato, ma lo potrà fare eventualmente nel 2020, quasi alla fine del primo mandato di The Donald. Ciò nonostante, gli USA potrebbero comunque non rispettarlo abbandonando la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). I tempi di abbandono sono stimati in circa un anno, dopo il quale, gli Stati Uniti, non facendo più parte dell’UNFCCC, potrebbero lecitamente violare gli impegni presi sotto l’amministrazione Obama.
Se a questo aggiungiamo la volontà, espressa in campagna elettorale, di non voler dare seguito allo stanziamento di circa 800 milioni di dollari per aiutare i Paesi in via di Sviluppo a rispettare gli accordi di Parigi, le conseguenze sarebbero devastanti. Senza soldi e senza l’esempio della più grande potenza industriale del pianeta, molti altri paesi si sentirebbero liberi di far saltare il tavolo delle trattative.

Se gli USA dovessero causare il fallimento dell’accordo di Parigi, entro la fine del secolo la temperatura media globale potrebbe aumentare di 4 gradi e causare effetti irreversibili come lo scioglimento dei ghiacciai polari e alpini provocando un innalzamento dei mari tale da mettere in ginocchio il sistema produttivo mondiale e la sicurezza internazionale.
Trump se la sente di prendersi una responsabilità simile?

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