Può il nucleare combattere il riscaldamento globale?

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Si è da poco conclusa la conferenza sul clima di Parigi che si è posta l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2050, ma come fare se la popolazione mondiale continua a crescere e la fame di energia aumenta con lei?
In particolare nel 2030 la domanda di energia aumenterà del 57% rispetto a quella registrata nel 2004. E’ possibile abbandonare del tutto le fonti fossili senza considerare l’energia nucleare?
Dal punto di vista ambientale, le centrali nucleari sono tra le fonti energetiche a minore emissione di anidride carbonica. Dai loro camini esce infatti acqua sotto forma di vapore. Considerando l’intero ciclo di vita di un impianto nucleare, si può altresì osservare che esso rilascia in atmsofera, per chilowattora erogato, la stessa quantità di CO2 di un impianto eolico, 3 volte meno del fotovoltaico, 30 volte meno del gas naturale, 65 volte meno del carbone.
In termini di efficienza, 1 kg di uranio può produrre in reattori pressurizzati ad acqua fino a 2.500.000 kWh, contro i 4 kWh prodotti da un chilo di carbone ed i 6 kWh prodotti da 1 kg di petrolio o di gas naturale.

Centrale nucleare
Centrale nucleare (iaea.org)

Sebbene dopo l’incidente di Fukushima, la cui dispersione di materiale radioattivo è stata estremamente contenuta in confronto all’incidente di Chernobyl del 1986, ci siano state delle prese di posizione contro questa tecnologia, sembra che con il passare del tempo la fissione nucleare stia vivendo una seconda primavera. La Francia, che con il nucleare copre il 77% del fabbisogno interno di energia elettrica, in consorzio con la Cina sta costruendo due nuovi reattori in Gran Bretagna dotati di un meccanismo di sicurezza detto core catcher in grado di contenere il nocciolo anche in caso di una sua fusione. Anche la Cina sta costruendo 27 nuovi impianti, mentre lo stesso Giappone si è presentato a Parigi con l’obiettivo di coprire con il nucleare il 30% del suo fabbisogno elettrico.

Secondo Mikhail Chudakov, IAEA, “solo nel 2011, l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari ha evitato l’immissione di 2,1 gigatonnellate di anidride carbonica in atmosfera. Credo – aggiunge – che reattori innovativi ed avanzati possano giocare veramente un ruolo cruciale nella sfida globale che è il riscaldamento climatico. L’utilizzo di reattori raffreddati a gas e reattori veloci, per esempio, potrebbe migliorare l’utilizzo del combustibile, ridurre la richiesta di acqua di raffreddamento e minimizzare la produzione di scorie radioattive a lunga vita. Pertanto, la mia risposta alla domanda cruciale “Può l’energia nucleare aiutare a combattere i cambiamenti climatici?“, io rispondo con un convinto SI!“.

Fonti:
International Energy Outlook, 20007
International Atomic Energy Agency

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Autore dell'articolo: François

Laureato in Chimica dell'Ambiente presso l'Università di Torino ha da sempre la passione per la divulgazione della scienza e della chimica in particolare. Oltre a lavorare in un laboratorio, ama andare in montagna.

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