La chimica della paura

La chimica della paura (illustrazione: pozzo ed il pendolo)
La chimica della paura (illustrazione: pozzo ed il pendolo)

Cosa succede nel nostro corpo quando abbiamo paura? Quali sono le molecole responsabili?

Ad un tratto un orribile pensiero mi fece affluire tutto il sangue al cuore. […] Il sudore mi usciva da tutti pori e si raccoglieva sulla fronte in grosse gocce. […] Respirai più liberamente; infine mi sembrò chiaro che mi avevano riserbato la più orribile di tutte le morti.

La chimica della paura (illustrazione: pozzo ed il pendolo)
La chimica della paura (illustrazione: pozzo ed il pendolo)

Il racconto di Edgar Allan Poe, ci fa entrare nel mondo della paura e del terrore.
Nel flusso sanguigno dello sfortunato condannato stanno circolando elevatissime quantità di due ormoni: adrenalina e cortisolo. Entrambi questi ormoni sono prodotti dalle ghiandole surrenali, collocate nelle vicinanze dei reni.

Queste molecole lanciano un segnale di SOS e il corpo reagisce di conseguenza: il cuore batte più in fretta, i polmoni si espandono per fornire più ossigeno al flusso sanguigno, le arterie si restringono per aumentare la pressione sanguigna. A queste azioni ne seguono altre volte all’ottimizzazione delle risorse per meglio affrontare un pericolo. Ad esempio, il flusso sanguigno allo stomaco diminuisce così da rallentare i fenomeni di digestione (è anche per questo che prima di un esame non abbiamo fame!). Al tempo stesso il sangue si riversa nei muscoli rendendoli più forti. Un altro effetto: l’incremento della sudorazione, tra l’altro ben descritto da Poe nell’estratto riportato. Una traspirazione atta al raffreddamento del corpo in preparazione ad un imminente sforzo. Infine, anche il cervello funziona meglio, permettendo di ragionare più velocemente.

Ma dal punto di vista chimico come è possibile che una molecole riesca a causare effetti così differenti nel nostro corpo? Il segreto sta nei recettori. L’adrenalina (e il cortisolo) si possono considerare come due chiavi che, navigando nel flusso sanguigno, vanno alla ricerca del motore giusto da accendere o da spegnere. Nella fattispecie, quando raggiungono il cuore accendono il motore relativo all’accelerazione del battito cardiaco. Quando raggiungono lo stomaco invece spengono quello della digestione. In termini più rigorosi: i motori sono rappresentanti dai recettori, mentre le chiavi (adrenalina e cortisolo) sono i cosiddetti messaggeri o ligandi. Soltanto quando c’è una corrispondenza esatta tra recettore e messaggero ci può essere una risposta biologica (accensione o spegnimento del motore). I recettori, se stimolati dagli opportuni messaggeri, sono quindi in grado di dare il via (o arrestare) un’innumerevole quantità di processi chimici all’interno del nostro corpo. Proprio per questa loro peculiarità, sono interessati anche dall’azione dei farmaci.

La paura, quindi, serve all’uomo per superare i pericoli. E questa forza supplementare è data dalla chimica. In “Il pozzo e il pendolo” di Poe, il condannato a morte, riesce infatti a liberarsi dai vincoli che lo legano, proprio grazie alle sue aumentate capacità di ragionamento, innescate dalla paura!

Informazioni su François Burgay 42 Articoli
Dottorato di ricerca in Scienza e Gestione dei Cambiamenti Climatici presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e laureato in Chimica dell'Ambiente presso l'Università di Torino ha da sempre la passione per la divulgazione della scienza e della chimica in particolare. Attualmente lavoro come ricercatore presso il Paul Scherrer Institut, in Svizzera

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*