Come guarire dall’antivaccinismo?

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L’anti-scienza va ad ondate, come le maree: prima il “metodo” Di Bella, poi il “metodo” Stamina, adesso i vaccini. In realtà la discussione sulla sicurezza/utilità dei vaccini non è mai del tutto tramontata, ma in questi giorni, forse complice la trasmissione Open Space su Italia1, il tema è tornato alla ribalta. Non vogliamo ribadire i motivi per cui gli antivaccinisti hanno torto. Piuttosto, vogliamo fornire un semplice strumento, il più oggettivo possibile, per potersi difendere da tutto ciò che non ha una validità scientifica. Ecco il nostro vaccino contro le bufale: vi garantiamo che non vi causerà l’autismo!

Vaccino
Vaccino

Affinché uno studio scientifico sia attendibile, occorre che sia stato pubblicato su una rivista scientifica. Nel mondo esistono migliaia di riviste, alcune più importanti di altre. L’indicatore che ci dà un’idea di quanto sia attendibile una rivista (e quindi gli articoli su essa pubblicati) è l’impact factor. Esso misura il numero medio di citazioni ricevute in un particolare anno da articoli pubblicati in una rivista scientifica. In altre parole, una rivista con un alto impact factor vuol dire che contiene ricerche che sono state molto citate da altri studi e che quindi sono molto rilevanti. Per fare un esempio, Nature, una delle più famose riviste scientifiche esistenti, ha un impact factor di 41,456 (nel 2015). Naturalmente Nature è il TOP, generalmente un buon impact factor si assesta intorno ad un 3 (e dipende molto anche dalla tipologia della ricerca che si sta facendo, se di nicchia oppure no). Questo però permette già di capire una cosa: l’importanza di una scoperta non è data soltanto dal fatto che un articolo sia stato pubblicato su una rivista scientifica, ma deve essere stato pubblicato su una rivista con un impact factor decente.
Perché pubblicare una ricerca su una rivista è importante? Perché prima della pubblicazione, la ricerca stessa viene valutata scrupolosamente da esperti di tutto il mondo. Questo passaggio viene chiamato peer review ed è uno step fondamentale: il ricercatore presenta i suoi risultati i quali passano attraverso un rigido controllo. Solo se si supera questo checkpoint, l’articolo può essere pubblicato. Se l’articolo viene rifiutato, beh, è carta straccia. Scientificamente non vale nulla. Un qualsiasi studio che non è stato pubblicato su una rivista (si pensi al “The China Study”), non ha rilevanza in quanto non è stato sottoposto ad un controllo. Questo è un passaggio chiave: senza un controllo, senza la peer review, uno studio non ha valore. Vi mettereste mai alla guida di un’automobile senza che questa sia stata revisionata da un meccanico? Ne dubito. Allo stesso modo, perché fidarsi di studi che non sono stati controllati e validati da esperti?

Sulla base del numero di pubblicazioni (e citazioni) si valuta poi il prestigio di un ricercatore. Funziona allo stesso modo del prestigio di un avvocato: tante più cause ha vinto, tanto più l’avvocato è importante. Ipotizzando che sia possibile scegliere un avvocato gratuitamente, voi da chi andreste a farvi difendere? Da uno che ha vinto 10 cause su 10 o da uno che ne ha perse 10 su 10? Immagino, e mi auguro, che andreste dal primo!
Analogamente, tornando al tema dell’articolo, applichiamo lo stesso criterio ai due ospiti della trasmissione OpenSpace di Italia 1: Stefano Montanari (anti-vaccini) e Susanna Esposito (pro-vaccini). Facendo una ricerca su PubMed (il più vasto database di pubblicazioni mediche) troviamo che Montanari, l’antivaccinista, conta appena 4 articoli (di cui nessuno direttamente riferito ai vaccini), mentre la Prof.ssa Esposito ne conta ben 308 (molti dei quali legati ai vaccini). Probabilmente il numero di 308 deve essere rivisto per difetto in casi di eventuali omonimie, ma, contando soltanto quelli legati ai vaccini (e riconducibili direttamente a lei) il numero è di 12 articoli solo per il 2015 (12 contro 0!!).

In conclusione, esattamente come per la scelta di un avvocato ci si affida al più bravo (il cui criterio è dato, come visto, dal numero di cause vinte), anche per la scienza bisogna fidarsi del ricercatore più prestigioso, specialmente se non si hanno anni di studi su uno specifico argomento alle spalle.

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Autore dell'articolo: François

Laureato in Chimica dell'Ambiente presso l'Università di Torino ha da sempre la passione per la divulgazione della scienza e della chimica in particolare. Oltre a lavorare in un laboratorio, ama andare in montagna.

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