Laghi radioattivi

All’apparenza semplici specchi d’acqua, i laghi Chagan e Karachay sono in realtà dei luoghi estremamente contaminati.

Nato nel 1965 in seguito ad un’esplosione di una testata nucleare sotterranea nove volte più potente di quella che devastò la città di Hiroshima, il lago Chagan, in Kazakhstan, è un vasto specchio d’acqua la cui radioattività, e quella delle aree circostanti, è circa 20 volte maggiore rispetto ai limiti di sicurezza.
Il cratere, di 450 metri di diametro e 100 metri di profondità, creato dalla bomba da 140 ktoni, è stato poi trasformato dall’uomo in un bacino di raccolta d’acqua che ha favorito il convogliamento delle acque con lo scopo di utilizzarlo come riserva di acqua per irrigazioni e approvvigionamento umano.
La radioattività nel luogo, determinata principalmente da isotopi radioattivi quali 60Co, 152Eu e 90Sr, è comparabile a quella che si potrebbe assumere prendendo un aereo, questo in virtù della progressiva diminuzione della radioattività nel tempo (il 60Co dimezza la sua concentrazione in 5,27 anni, l’152Eu in 13 anni e lo 90Sr in 28,8 anni). Secondo alcuni studiosi, sostare in prossimità del lago per limitati periodi di tempo non dovrebbe causare pericoli per la salute.
Infine, nelle acque dello Chagan, si possono osservare diverse specie di piccoli pesci a dimostrazione di come la Natura sappia adattarsi a pressoché ogni condizione

Lago Karachay (Foto: Panoramio)
Lago Karachay (Foto: Panoramio)

Tenuto nascosto fino al 1990, il Lago Karachay è il luogo più inquinato del Pianeta. Si tratta di un piccolo specchio d’acqua in prossimità dei monti Urali, utilizzato fin dal 1951 come deposito di scorie radioattive provenienti da un vicino impianto che doveva produrre plutonio per la creazione di testate nucleari nell’ambito del Programma nucleare militare sovietico.
La maggior parte dei radionuclidi presenti nel lago è rappresentata da 90Sr, 90Y e 137Cs. Complessivamente, il lago contiene 120 milioni di curie di materiale radioattivo: ogni secondo vengono rilasciati nell’ambiente circostante fino a 4 miliardi di miliardi di particelle ionizzanti derivanti dal decadimento degli atomi radioattivi.
Durante gli anni 60′ il lago ha iniziato ad asciugarsi e il vento ha trasportato il materiale radioattivo nelle zone adiacenti irradiando, secondo alcune stime, fino a 500 mila persona e causando un aumento di tumori e leucemie. Il fondale del lago è stato così ricoperto di cemento per evitare che le polveri potessero diffondersi ulteriormente. Un metodo, quest’ultimo, particolarmente controverso.
Nel 1990 sono state condotte alcune analisi relativamente alla radioattività delle acque del lago e si è registrato l’impressionante valore di 5 sievert/ora: milioni di volte di più rispetto alle radiazioni registrate nel lago Chagan (2,5 microsievert/ora) o a circa 100 metri dalla centrale nucleare di Chernobyl (6 microsievert/ora). Bastano cinque minuti sulle sponde di questo lago per assumere una dose tale da avere il 10% di possibilità di morire entro 30 giorni.

Informazioni su François Burgay 44 Articoli
Dottorato di ricerca in Scienza e Gestione dei Cambiamenti Climatici presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e laureato in Chimica dell'Ambiente presso l'Università di Torino ha da sempre la passione per la divulgazione della scienza e della chimica in particolare. Attualmente lavoro come ricercatore presso il Paul Scherrer Institut, in Svizzera

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